Carne

Carne

Marzia Pistacchio

Greek Salad

Sulle prime può sembrare una semplice insalata di pomodori. Poi si aggiungono le olive, kalamata, ovviamente : Sode, oblunghe e grasse, con la loro ferita succulenta sulla pancia.

Il cetriolo, che promette la sua scorta di acqua sapida e fresca, la cipolla rossa, addolcita da una mezz’ora di bagno nell’aceto.

Sale ,che liberi i pomodori dal loro delizioso umore.

Olio.

Tanto olio che raccolga e imprigioni il succo che stilla da ogni coriandolo di verdura.

Infine la fetta. Adagiata come una zattera sopra un mare in tempesta di colore.

Un bicchiere di torbido e apparentemente innocuo ouzo, un ventaglio di pane in un fazzoletto azzurro, un uomo che ti imbocca gemme di pomodoro e gocce di olio sulle dita, sulle labbra, sul petto.

Il meltemi che rimuove dalla coscienza ogni velo di peccato.

L’ultimo boccone sei tu per me, e io per te, in un bianco letto sfatto e odoroso di ouzo, sono l’ultimo, voluttuoso, boccone.

Legàmi

Per ottenere il massimo del piacere e portarla al livello di godimento estremo, bisogna seguire una regola fondamentale : la regola della pazienza. Più a lungo la lascerete ad attendervi ,infatti, più il piacere sarà impagabile.
Non si tratta di crudeltà, come si potrebbe facilmente pensare, o di barbarie, anzi, chi decide di intraprendere questa strada di solito è maniaco della cura e della precisione. E’ sufficiente, infatti, compiere un passaggio con superficialità e poco amore, per rovinare il risultato finale, e lasciare un cattivo e amaro sapore di qualcosa che avrebbe potuto essere ,invece, pura lussuria. Sceglietela tondeggiante e soda, l’abbondanza è sempre gradita quando si tratta di piacere. Quelle giovani sono le migliori, la pelle soda e liscia, esteticamente risulta più apprezzabile e resistente alle legature, alle bruciature, ai tagli.
Se ne avete a disposizione una matura, però, con qualche accorgimento in più potrà comunque donarvi prestazioni eccezionali. Svestitela delicatamente e lasciatela nuda e esposta, con le carni bianche e sode, ad aspettarvi.
Più lunga sarà l’attesa più la ritroverete umida e dolce e pronta a soddisfare ogni vostro appetito. Il segreto sta nel domare la sua natura acida e ribelle, e addomesticarla al vostro piacere. Asciugatela delicatamente perchè l’umidità deve rimanere conservata all’interno, pronta alla esplosione finale.
Regalatele un massaggio con l’olio per ricompensarla della lunga attesa, indugiate su ogni curva con le vostre dita , coi palmi energicamente frizionate ogni zona in modo da far penetrare l’olio profumato in ogni cellula . Sentirete la sua carne che si abbandona a voi,  arrendevole e bagnata.
Se intendete legarla questo è il momento giusto. Usate lacci delicati ma resistenti, dovrete contenere i suoi spasimi e conservare il suo piacevole succo fino al momento in cui deciderete di consumarlo. Non stringete troppo i nodi: i segni dei lacci sono gradevoli da vedere, ma non devono penetrare nella carne.
Il calore provoca spasimi e struggimenti molto stimolanti, la pelle è sovrastimolata e sentirete gemiti e sussurri e mugolii. La materia cambia stato e diventa bollente e molto reattiva. Non intervenite troppo in questa fase, lasciate che il calore la porti al punto di non ritorno e, quando vi rendete conto che sta per esplodere , riducete il calore e abbassate la tensione. 
Una.
Due.
Tre volte.
Così facendo, avrete, infine delle meravigliose melanzane fritte pronte da far ripiene.

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